sabato 30 luglio 2011

LA STORIA E' UN LOOP???

La situazione delle finanze DEL PAESE negli anni immediatamente precedenti alla RIVOLTA è disastrosa. Si impone l'esigenza di una riforma fiscale che intervenga contro gli antichi privilegi detenuti DALLA CASTA.. Un'operazione del genere è tuttavia portatrice di gravi implicazioni politiche, che portano al malcontento dI RICCHI,POTENTI,E FURBETTI, e alla richiesta, da parte dei parlamenti locali (che in questo si rivelano conservatori), che il PRESIDENTE SCIOLGA LE CAMERE sono infatti IN SEGUITO A CIO' questi l'unico organo dotato di autorevolezza legittima sufficiente alla promulgazione della riforma fiscale auspicata DAL ministrO delle finanze E I SUOI PREDECESSORI succedutisi durante la crisi degli anni PASSATI. La convocazione degli Stati Generali non è tuttavia un fatto pacifico: ad essa si oppongono in un primo tempo il PREMIER e i funzionari a lui vicini, soprattutto i ministri delle finanze, i quali temono il confronto politico con i propri oppositori appartenenti ai ceti privilegiati.

Allo stesso tempo si infittiscono i documenti in cui i CITTADINI rivendicano I LORO DIRITTI DI SOVRANITA': si percepisce insomma sempre più l'esigenza di un contratto che vincoli il PREMIER al paese e alle sue leggi, in modo tale che i CITTADINI TUTTI non siano più sottoposti all'arbitrio di un potere assoluto, ma divengano soggetto politico rilevante.

Non bisogna infatti dimenticare che una delle caratteristiche fondamentali dei regimi democratici sia antichi sia moderni (anzi, secondo alcuni uno dei caratteri distintivi della modernizzazione) è la diffusione del dibattito politico a tutti i livelli, sia nelle sedi istituzionali, sia all'interno di gruppi organizzati, sia in privato.
 E' probabilmente uno scrupolo di questo genere, volto cioè a proteggere i titolari di proprietà privata, a frenare l'evoluzione in senso democratico delle istituzioni E A IMPEDIRE CIO'.

Si afferma l'opinione secondo la quale la RIVOLTA POPOLARE avrebbe conosciuto uno sbocco liberale se i fatti non fossero degenerati, portando in breve al terrorismo e all'infrazione dei limiti costituzionali.

In virtù della situazione di emergenza determinata dal bisogno di contrastare sia i nemici interni che quelli esterni ebbero come conseguenza, dal punto di vista ideologico, la crisi del concetto di democrazia, nella misura in cui quest'ultima forma di governo si legava, nei fatti, all'esperienza di brutalità della seconda fase DELLA RIVOLTA.

L'esasperazione della politica terroristica  ha come conseguenza, l'eliminazione della maggioranza.
Il potere resta in mano ai cosiddetti  XXXXXXX, per lo più esponenti di quella borghesia arricchitasi con le speculazioni monetarie e fondiarie, i quali cercano di stabilizzare la situazione eliminando la legislazione eccezionale e i suoi organi esecutivi,E PURE TUTTI i comitati.
 VI DICE NIENTE QUESTA ROBA?
CHI INDOVINA DI COSA SI TRATTA VINCE UN VIAGGIO AD hARdCORE,E UN PAIO DI MUTANDE ZINCATE.

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