sabato 26 gennaio 2013

PIACERE BOND . . . MARIO BOND ! ! !


Di che si tratta?
Cosa è accaduto al Monte dei paschi di Siena?



 Secondo alcuni analisti, per capire cosa sia accaduto, bisogna analizzare una serie di concause da tenere in considerazione, dalla crisi dei debiti sovrani iniziata qualche anno fa, alle acquisizioni di Banca 121 e Antonveneta (con prezzi secondo molti analisti troppo alti) ad Alexandria Capital ed alle altre operazioni sui derivati.
Alexandria Capital è un prodotto definito CDO-squared, ovvero una obbligazione che ha a garanzia un debito.
Questo strumento finanziario serve a "bonificare" un debito mediante un processo di diversificazione che dovrebbe portare ad una riduzione del rischio di perdite in caso di default.
Per intenderci i CDO sono tra le principali cause della crisi finanziaria mondiale.
Secondo quanto riportato in una puntata della trasmissione "Report", Monte Paschi investe nei primi anni 2000 su Alexandria 400 milioni di euro, con una operazione che già durante la trasmissione (in onda diversi mesi fa) fu definita rischiosissima.
In questo contesto bisogna nominare l'operazione Santorini, un'operazione di derivati, datata 2009, con Deutsche Bank a copertura dell'esposizione in Titoli di Stato.
Guardando l'articolo sul Fatto Quotidiano a firma di Marco Lillo, scopriamo che, in tutto questo calderone, il 10 ottobre 2012 un contratto risalente al luglio 2009 con la banca Nomura relativo al derivato Alexandria di cui abbiamo parlato poco sopra.
Questo contratto, non comunicato ai revisori dei conti, impone al MPS di riacquisire le perdite dei derivati scaricati nel 2009 sulla banca Giapponese.
In concreto, l'emersione di questo contratto impone una correzione al bilancio 2012 stimato in 220 Milioni di euro.
Dopo le prime notizie, si è verificata una forte agitazione tra risparmiatori e correntisti, agitazione infondata quanto comprensibile.
La solidità della banca verrà, infatti, salvaguardata dall'acquisizione dei MONTI BOND, questa manovra darà garanzia anche ai clienti della banca, salvaguardati, tra l'altro dal fondo interbancario di tutela dei depositi (che garantisce i depositi bancari fino a 100.000 euro per depositante).
Ne abbiamo notizia nella relazione al Cda, dell'amministratore delegato Viola: "A fronte dei possibili impatti patrimoniali derivanti dagli esiti delle analisi relative a tali operazioni strutturate, codesto Consiglio ha deliberato di incrementare di euro 500 milioni (da 3,4 a 3,9 miliardi, ndr) la richiesta al ministero dell'Economia di sottoscrizione dei Monti bonds".
Per gli azionisti, invece, la situazione risulta più complessa, in quanto dovranno fare i conti con l'andamento delle azioni in piazza Affari e con il calo di immagine dell'intero gruppo.

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