giovedì 8 agosto 2013

ISTIGAZIONI ! ! !


Le Fiamme Gialle (LA FINANZA) hanno cominciato ad inviare dei sondaggi da non prendere alla leggera: fioccheranno multe per ogni minima minchiata!

Se ricevete una busta raccomandata con all'interno un questionario della Guardia di Finanza, non buttatela nell'immond... ops!!!  
Nel faldone delle pratiche "da evadere con calma". Perché si tratta di un sondaggio che deve essere compilato entro due settimane, in modo accurato, con risposte precise e con tanto di documentazione allegata. Pena una sanzione (la mancata restituzione comporta una multa che oscilla tra i 258 e i 2.065 euro) che scatta anche in caso di spedizione di documentazione parziale. Il tutto con il rischio, per di più, di trovarsi al centro di un accertamento fiscale a tutto tondo. 

E’ con i quiz che le Fiamme Gialle provano a combattere l’evasione, ripescando questo strumento di verifica già usato nel 2012 dopo svariate segnalazioni di affitti in nero agli studenti universitari a Roma, e prima ancora a seguito della scoperta della contabilità alterata da parte di alcuni professionisti. 
Perché si riceve il questionario? Dopo gli accertamenti avviati su alcuni odontoiatri, agenti immobiliari, geometri, avvocati, commercialisti e altre categorie di contribuenti, scatta la richiesta ai fruitori dei servizi. I cittadini dovranno fornire la documentazione – ovvero la prova – di non aver usufruito di una prestazione “al nero”. Dopo le verifiche del caso, gli ispettori della Guardia di Finanza archivieranno il fascicolo o, in presenza di irregolarità, ne apriranno di nuovi.

La compilazione del questionario, quindi, non deve essere sottovalutata. Sono molti infatti i casi di studenti multati per non aver allegato la documentazione completa, o per aver dimenticato di restituire il fatidico test entro i 15 giorni previsti. L’ultima professionista a finire nei guai è stata un’odontoiatra di Forlì che avrebbe intascato ben 135mila euro senza lo straccio di una ricevuta. Gli uomini del Fisco hanno avviato i riscontri proprio con i questionari ai pazienti e dopo averne ascoltati alcuni che hanno confermato i pagamenti a nero, pochi giorni fa sono scattate le multe. 

Le sanzioni in alcuni casi sono arrivate anche ai fruitori che avevano scelto il pagamento senza fattura. Ma anche a quelli che erano in regola e che non sono stati in grado di dimostrarlo perché non avevano conservato la documentazione per cinque anni come previsto dalla legge. E’ la sorte toccata a più di uno studente che aveva affittato un appartamento in modo regolare, ma senza conservare le ricevute. Lo stesso è accaduto a un giovane di Caserta, al quale è stata chiesta la documentazione di tre anni fa, per delle prestazioni mediche: il ragazzo, che aveva buttato via le fatture prima del tempo, è stato sanzionato.




L’invio dei questionari rappresenta in conclusione un potere ispettivo attribuito alla Guardia di finanza per l’esecuzione di controlli sull'accertamento delle imposte e deve essere considerato come una verifica a tutti gli effetti. Sul versante delle imposte dirette, infatti, si prende a riferimento l’articolo 32 comma 4 del Dpr 600/73 che prevede la possibilità di invio di questionari “relativi a dati e notizie di carattere specifico rilevanti ai fini dell'accertamento nei loro confronti, ma anche nei confronti di altri contribuenti con i quali abbiano intrattenuto rapporti, con l'invito a restituirli compilati e firmati”. 

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