venerdì 1 novembre 2013

ITALIANI'S ! ! !



Decadenza di "coso", 22 senatori Pdl a Grasso: 

“Non ascolti il parere della Giunta,se ne fotta del paese e dei suoi cittadini,se ne fotta della legge e della costituzione,pensi a proteggere la casta”!!! 



ITALIANIII !!!

ITALIANEEE !!! 

ITALIOTIIIIIII !!! 


MEMORIZZATE ATTENTAMENTE QUESTI NOMI ...VI SERVIRA' !!!


“Presidente Grasso, ignori la decisione sul voto palese per il caso di Berlusconi “

Ventidue senatori  con l’adesione informale del ministro Quagliariello (che non ha però formalmente sottoscritto questa ennesima porcheria per  . . . probabile ignavia?)  hanno promosso un appello al presidente del Senato Pietro Grasso affinché non ascolti il parere della Giunta per il regolamento sul voto palese per la decadenza di "COSO". 
L’appello, è stato lanciato da tale Luigi Compagna primo firmatario,tra i 22 firmatari ci sono anche i "sig." Piero Aiello, Andrea Augello, Laura Bianconi, Giovanni Bilardi, Antonio Stefano Caridi, Federica Chiavaroli, Francesco Colucci, Nico D’Ascola, Roberto Formigoni, Antonio Gentile, Carlo Giovanardi, Marcello Gualdani, Giuseppe Marinello, Bruno Mancuso, Paolo Naccarato, Giuseppe Pagano, Luciano Rossi, Maurizio Sacconi, Francesco Scoma, Salvatore Torrisi e Guido Viceconte.  

 Questi "papponi" chiedono a Grasso di applicare un regolamento «che prevederebbe un meccanismo di votazione idoneo a garantire a ciascun senatore la necessaria libertà di coscienza. (e cioè lanciare il sasso e poi nascondere la mano,oppure coprire un delinquente ma senza apparire,e pagare dazio).
Intanto (GIUSTO PER NON FARSI MANCARE NIENTE!) la Procura di Roma avrebbe deciso di archiviare l'inchiesta su: Tarantini e Lavitola». In quanto i  500mila euro pagati da "COSO" non furono frutto di ricatto o estorsione.
Infatti la consegna di 500mila euro a Giampaolo Tarantini da parte di "COSO" tra marzo e luglio del 2011 non fu il passaggio finale di una estorsione,NO,NO,NO !!!
Fu solo un "semplice" aiutino «ad un amico in difficoltà».
Così  avrebbe stabilito la procura di Roma che ha chiesto oggi l'archiviazione delle posizioni dell'imprenditore barese e dell'ex direttore dell'Avanti, Valter Lavitola.


Nel maggio scorso "COSO", sentito dal procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone, dall'aggiunto Francesco Caporale e dal pm Simone Marazza, aveva ribadito di non aver mai subito alcun ricatto né alcun tipo di pressione o minaccia per costringerlo a consegnare i 500mila euro a Tarantini, ma di aver dato il denaro all'imprenditore barese perché potesse riprendere l'attività imprenditoriale, ritenendolo «un amico in difficoltà».

Cmq almeno a Bari l'inchiesta è ancora in corso .




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